Visite ed occhiali gratuiti per i bimbi del Dispensario pediatrico Santa Marta
In occasione dell’odierna Giornata mondiale della vista, il giorno 7 e 8 ottobre, nei locali del Dispensario circa 50 bambini hanno potuto usufruire dello screening oculistico. Un’occasione straordinaria, sottolinea monsignor Luis Marín de San Martín, prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità, espressione di una carità concreta, che non ha confini, e testimonianza di proficua collaborazione nell’aiuto dei poveri.
Un cartello azzurro con la scritta in bianco che recita “Dispensario Pediatrico”, una freccia che indica, appena dentro il Vaticano, questo luogo prezioso per circa 450 famiglie dove non solo si garantiscono cure, esami e approfondimenti medici. Qui la persona è presa in carico nella sua totalità, i problemi si affrontano prima con l’ascolto e poi dove è possibile con le soluzioni. E una soluzione può passare anche attraverso un paio di lenti, un occhiale nuovo che viene donato senza chiedere nulla in cambio. Oggi, 8 ottobre, si celebra la Giornata mondiale della vista e già da ieri al Dispensario circa 50 bambini hanno potuto fare uno screening oculistico gratuito coordinato dal Dicastero per il Servizio della Carità e offerto grazie alla disponibilità della Fondazione OneSight EssilorLuxottica.
Marín de San Martín: in aiuto dei bambini in difficoltà
Tra le mamme in fila con i bambini, qualcuna con neonato in braccio, qualche papà che accompagna i propri figli, arriva anche l’elemosiniere monsignor Luis Marín de San Martín, prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità e anche presidente del Dispensario Santa Marta. Saluta i piccoli presenti e si informa in occasione della due giorni di screening “che - afferma - hanno un valore straordinario” perché in questo modo si aiutano tanti bambini a superare una difficoltà, sostenendo le famiglie che altrimenti non potrebbero ovviare ai problemi dei loro figli. “È una testimonianza di Chiesa, di carità, ma di carità pratica, concreta e anche efficace. Una carità – aggiunge monsignor Marín de San Martín – che non si ferma e che anzi si adegua, con creatività, ai bisogni che cambiano. Qui l'accoglienza è per tutti perché la carità non ha confini”.
“Per me è una gioia presiedere alla Fondazione del Dispensario – racconta l’elemosiniere - ringrazio il Signore di poter servire la Chiesa qui. Da quando sono stato nominato alla guida del Dicastero posso tracciare un bilancio molto positivo perché ho incontrato un mondo meraviglioso, il mondo della carità, a volte non sufficientemente conosciuto. La carità del Papa arriva a tante persone grazie ai ‘santi della porta accanto’, come diceva Papa Francesco, si tratta dei volontari che offrono la loro generosità, la loro professionalità e il loro tempo per i più poveri. Per me sono stati mesi di grande ricchezza personale, spirituale e pastorale”.
L’aiuto del Dispensario
“Sono giornate specialissime”, racconta suor Anna Luisa Rizzello, delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli, dal 2022 responsabile del Dispensario che garantisce visite sia al mattino che al pomeriggio grazie a una settantina di medici e una quarantina di volontari. Minuta, con oltre 50 anni di vita consacrata alle spalle, l’accento pugliese mischiato a quello campano perché a Napoli ha dedicato gran parte del suo servizio, sale e scende le scale offrendo consigli e sorrisi, preoccupandosi se un bimbo è troppo magro o se stanno bene quelli lasciati a casa. “Abbiamo avuto l'opportunità di offrire questo servizio per i nostri bambini, è un ulteriore aiuto alle famiglie e soprattutto ai piccoli che ne hanno bisogno”. Suor Anna Luisa racconta di necessità che cambiano, molte famiglie infatti non riescono a sopravvivere per mancanza di lavoro e per la casa. Lei non nasconde le difficoltà che nascono dal non riuscire a rispondere a tutti. “I servizi vanno sempre più perfezionandosi ma ce ne sono alcuni che andrebbero rafforzati come la logopedia e la psicomotricità”. “Chiediamo aiuto a queste figure – prosegue - perché molti bimbi ne hanno bisogno o per la doppia lingua o perché sono arrivati da poco in Italia”.
Gli occhiali per avere nuove possibilità
In una stanza attrezzata per il controllo oculistico lavorano due dottoresse impegnate a visitare i bambini. Sul tavolo dove poggiano i loro strumenti ci sono anche diverse paia di occhiali destinati ai piccoli; accanto quaderni, un album di Frozen per le bambine, occhiali da sole: sono i doni meritati dopo aver passato la mattinata ad aspettare il loro turno. Andrea Rendina, segretario generale della Fondazione OneSight EssilorLuxottica, si fa portavoce della sua azienda e si dice onorato per “il privilegio di collaborare con la Santa Sede e per poter offrire visite oculistiche e occhiali da vista ai bambini”. “Con grande piacere siamo qui e effettivamente ne riscontriamo anche l'utilità, perché saranno necessari degli approfondimenti per determinate patologie oculistiche che abbiamo individuato”. Si tratta di una prima esperienza anche se la Fondazione già collabora già dal 2023 con l'ambulatorio Madre di Misericordia, struttura del Dicastero per il Servizio della Carità per l’assistenza sanitaria ai poveri in Piazza San Pietro. “Per noi intervenire sulla vista dei più fragili non è semplicemente un atto medico – spiega Rendina - è un'operazione di equità perché la vista è anche un problema sociale. Se io vedo male non studio bene, non lavoro bene quindi sono penalizzato. Noi rimuoviamo questo ostacolo proprio perché le persone possano esprimere il proprio potenziale e avere una vita migliore”.
Anche le mamme si fanno visitare
Tra i medici volontari c’è la dottoressa Valeria Pendino della Fondazione Bietti, punto di riferimento per l’oftalmologia italiana e da anni impegnata nel sociale. “Siamo molto sensibili alle problematiche delle famiglie disagiate", sottolinea, "collaboriamo con delle associazioni che se ne occupano e così è nata questa opportunità. Sono felice di aver trovato il tempo per essere qui oggi, per me è un impatto molto forte perché mi rendo conto che, nel nostro ambito, la prevenzione è fondamentale. Oggi ho visto dei bimbi grandi, ma anche dei giovani adulti che se fossero stati diagnosticati e trattati in età pediatrica avrebbero avuto un'evoluzione differente. Abbiamo visitato bambini con un ritardo psicomotorio, spesso del linguaggio, bimbi che non hanno fatto le visite oculistiche da calendario e hanno dei difetti visivi che hanno arrestato lo sviluppo di uno o entrambi gli occhi. Quindi adesso c'è un percorso da fare. E poi abbiamo delle mamme che hanno delle patologie chiaramente diagnosticabili e curabili in età pediatrica che non sanno di avere. E quindi – conclude la dottoressa Pendino - noi siamo impotenti, non riusciamo spesso a dare una soluzione”.
L’abbraccio del Dispensario
Nel Dispensario non si respira rassegnazione, sarà la vivacità dei bambini, o la forza di volontà delle mamme che, pur affrontando viaggi in autobus per attraversare la città, sanno che qui i loro figli saranno accolti. Asma è arrivata con i suoi tre bambini, due femmine e un maschio: “Sono sempre con me”, racconta. Conosce il Dispensario da quasi nove anni, è stata aiutata quando erano molto piccoli, ha ricevuto latte e omogeneizzati ed è ormai questo è per lei un punto di riferimento. “Sono bravi con noi stranieri”, spiega, lei è arrivata dalla Tunisia tredici anni fa, oggi fa la badante tre volte a settimana. “Abbiamo io e mio marito il permesso di soggiorno, abbiamo casa e lavoro, ringraziamo Dio sempre!”. Ashan parla benissimo italiano, è originario dello Sri Lanka, fa il musicista, canta e si ingegna anche a fare il fonico. Lo accompagna la sua bambina Viola Miriam che indossa un paio di occhiali rosa. Ha conosciuto il Dispensario otto anni fa, “veniamo sempre a fare le visite e abbiamo fatto anche delle feste molto belle con Papa Francesco”. Si viene per un problema e si va a casa rincuorati o comunque con la sensazione di essere accompagnati; non c’è dono più bello per chi ha affrontato la solitudine in un Paese straniero o il dolore di non arrivare a fine mese, di trovare una mano tesa che non chiede nulla in cambio. Un generoso servizio che, ha spiegato in passato Papa Leone, rende visibile e concreta “la dimensione universale della Chiesa”, “dando testimonianza del Vangelo di pace in un mondo molto spesso caratterizzato da divisione e sofferenza”.